Auto ad acqua: la storia del motore nel corso degli anni

Auto ad acqua: la storia del motore nel corso degli anni

L’auto ad acqua è una novità che tuttavia era già stata ricreata nel corso degli anni. Ad oggi è stata riproposta più volte e con ulteriori modifiche. Il brevetto di motore ad ossidrogeno è italiano e firmato Lorenzo Errico

Auto ad acqua
Fonte: Pixabay

Ecologica quasi al 100% e incredibilmente risparmiatrice. Sono i dettagli che colpiscono tutto ciò che concerne l’auto ad acqua, un veicolo che, attraverso 1 litro di acqua è capace di fare dai 60 agli 80 chilometri. Eppure, l’auto ad acqua non è un’invenzione arrivata nei primi anni duemila, tuttavia è un’elaborazione che prende piede fin dal 1800.

Auto ad acqua: la pila di Pierre Hugon

Come molti sapranno la macchina ad acqua era già stata elaborata e pensata molto tempo fa, prendendo quasi spunto nella Rivoluzione Industriale, e brevettata da Pierre Hugon nel 1865 sul suo motore a gas.

L’inventore, elaborando il progetto e seguendo diversi esperimenti, si accorse di come, attraverso il motore ad acqua l’accensione avveniva in maniera istantanea e c’era un mantenimento più costante del motore. Sperimentò poi il sistema anche su motori a olio leggero e a olio pesante, riscontrando i medesimi miglioramenti oltre a una maggior pulizia da depositi catramosi. Il motore venne però utilizzato solo per aerei a elica, ma per lo più maggiormente ignorata.

Auto ad acqua: il mistero su Stan Meyer

Nel corso del Novecento il progetto è stata a più riprese riproposto, ma con più vigore negli anni 60-70, quando l’afflusso Hippie aggiungeva un ennesimo complotto ai poteri forti, secondo cui ci tenevano nascosto il motore per farci pagare il petrolio. Un’opinione che ancora tutt’oggi viene combattuta da chi, anche negli anni duemila ha tentato di riproporre il motore con modifiche o aggiunte.

Nel ’96 fu Stan Meyer che, si basava su elettrolisi dell’acqua per scindere ossigeno e idrogeno e bruciare generando energia. Nel 96 viene però citato da due investitori e, il tribunale dell’Ohio lo ritenne colpevole di frode. Dopo 25mila dollari di rimborso, Stay Meyer morì due anni dopo per aneurisma cerebrale.

Modifiche ed aggiunte con l’auto ad acqua

Uno tra gli ultimi casi di automobile ad acqua, c’è il brevetto tutto italiano ed è stato ideato dal signor Lorenzo Errico, grande appassionato di motori e proprietario dell’azienda Hydromoving. L’auto ad acqua brevettata da lui proposta si diversifica dal classico, aggiungendo al motore diesel o benzina, un serbatoio di acqua. L’acqua, caricata dai contenitori installati nella parte anteriore, nel momento in cui viene scambiata con delle celle elettrolitiche e, produce un metro cubo di Kilowatt. Quindi è un notevole risparmio di carburante.

Il brevetto effettuato dal signor Errico, è stato testato su macchine ibride (benzina, gasolio, metano e gp) con Etanolo + Ossidrogeno. E, la quantità di carburante originale, variabile dal 30% al 70%, viene sostituita con la quantità di “ossidrogeno prodotto on-board e iniettata On-demand nella camera di combustione” come si spiega sullo stesso sito. Ad oggi, può essere applicato su qualsiasi motore a combustione interna. Da un numero minimo di celle di 2, fino ad un multiplo di 6. Può essere applicata su camion e bus, nonché anche per trasporto navale e macchine da costruzione. Il kit ad idrogeno per l’auto può essere acquistato tramite lo stesso sito e applicato sull’auto. 

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