Blockchain: sicurezza per Bitcoin (e ora non solo)

Blockchain: sicurezza per Bitcoin (e ora non solo)

La “catena di blocchi” è una struttura dati condivisa che riesce a dare un ulteriore definizione di sicurezza. Poiché risulta essere una forma immutabile né modificabile di registro

Blockchain
Fonte: Pixabay

Importantissima e nata come una struttura di dati condivisa, è la Blockchain. Questa nuova forma di registro digitale sta avendo un grandissimo successo perché, oltre a dare una nuova garanzia di sicurezza, riesce ad essere concatenata da un ordine cronologico con primitive crittografiche.

Blockchain: in cosa consiste

La block chain è una catena di blocchi che contiene più transazioni e più codici di sicurezza. Questa serie di codici in realtà è vista come un registro digitale aperto e distribuibile per memorizzare dati e transazioni. In poche parole, la blockchain è ideata come una sorta di lista in crescita. E nell’elenco sono aggiunti tutti i blocchi collegati tra loro. I trasferimenti dei dati avvengono sempre tramite peer to peer.

Questo dunque va a rendere ogni operazione ancora più sicura, più certa e anche con una marca temporale a cui risalire. Ogni blocco è qualificabile e riconducibile al momento esatto con ulteriore certezza di ogni operazione. Inoltre, ogni blocco non è memorizzato in un solo computer, ma in più macchine collegate. Inizialmente fu dedicata per il mondo virtual economy. Infatti, la block chain ha radici nelle origini del Bitcoin.

Storia della blockchain

Sebbene l’idea del blockchain risale al 1992 (quando Haber, Stornetta e Bayer introdussero i primi blocchi che raccoglievano più documenti), la prima blockchain è realizzata nel 2008. Questa era decentralizzata e creata da Satoshi Nakamoto, pseudonimo di uno o più autori di cui ad oggi non si conosce ancora l’identità. L’obiettivo era proprio quello di creare un libro mastro della nascente valuta digitale Bitcoin. Con il subentro ufficiale della moneta virtuale nel 2014, è introdotta la Blockchain 2.0. Con la 2.0 ha preso piede una nuova catena di blocchi che permise un nuovo metodo di transazione.

Blockchain 2.0: cosa serve

La blockchain 2.0 fu una vera e propria rivoluzione. Poiché la versione permise di effettuare scambio di valute, senza l’intermediazione di organizzazioni quali banche o enti di credito. L’aspettativa era quella di permettere alle persone escluse dalla monetizzazione di poter entrare in possesso di un deposito monetario altrettanto sicuro e affidabile. Il tutto con la possibilità di proteggere la privacy e le proprie informazioni. Inoltre, la blockchain sta prendendo piede soprattutto per via dei grandi benefici e vantaggi che ne riserva.

Tutti i pro della blockchain

La blockchain ha in sé molti lati positivi. Sicuramente, le prime qualità che saltano all’occhio sono un’ottima e nuova sicurezza. Dunque, ogni qualvolta si effettua una transazione, si può risalire al mittente, destinatario e ora della stessa, in modo da evitare di pensare alle transazioni virtuali come operazioni insicure. Tra le tante è anche giunta la possibilità in positivo di decentralizzare le banche o enti di credito, fonte e registro di tutte le amministrazioni monetarie offrendo un nuovo registro totalmente online e libero. A proposito di libero, anche in questo caso, la blockchain e la decentralizzazione conseguono una nuova forma di approvazione e verifica delle transazione.

Blockchain: l’approvazione virtuale

Infatti, nella blockchain l’intermediario che conferma l’operazione è basato su un protocollo di comunicazione che avvengono tramite catena. Basta infatti avere l’ok del 50% + 1 dei nodi. Una volta verificata la rete, a quel punto vengono archiviate. L’approvazione (detta mining) è un processo meccanizzato da calcoli matematici effettuati da un computer. Una volta terminati i calcoli, viene dato (oppure no) l’ok per l’operazione. Dunque sono anche gli utenti stessi a fornire una sorta di feedback, con ricompensa di commissioni sulle transazioni.
Tuttavia, le operazioni in blockchain richiedono un tempo relativamente breve. Difatti, solitamente, i calcoli richiedono anche una decina di minuti, prima che vengano confermati. Giusto il tempo d’essere diffusi in rete.

Il futuro della blockchain

Come abbiamo detto, la blockchain è nata per le transazioni online, eppure viene ad oggi richiesta per moltissime altre situazioni. Infatti, si stanno interessando del progetto dai Governi, alle organizzazione no profit, alle offerte commerciali.
Ad esempio per i libri mastri permanenti e pubblici.. Per i libri mastri della registrazione e autenticazione del Copyright. La IBM adotterà la blockchain per la distribuzione musicale. La Visa, Mastercard e Unionpay hanno già annunciato lo sviluppo blockchain. Mentre Microsoft Visual Studio sta sviluppando il linguaggio Ethereum Solidity per gli sviluppatori. Per far capire la recente espansione e sicurezza della Blockchain, il Nevada, nel 2017 ha approvato una legge per liberalizzare completamente la blockchain e far ottenere un conto bancario libero anche a coloro che non sono in grado di mantenerlo.

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