Business plan per aprire uno stabilimento balneare

Business plan per aprire uno stabilimento balneare

Per aprire uno stabilimento balneare, oltre alle procedure burocratiche per l’apertura di un’attività, occorrerà anche conseguire un corso di formazione e la messa in sicurezza del posto

Come aprire uno stabilimento balneare
Fonte: Pixabay

Aprire uno stabilimento balneare può essere un’ottima soluzione estiva pratica e veloce per poter cavalcare l’ondata estiva. Soprattutto nei posti più caldi, in cui l’estate sembra non finire mai. Sia come in Italia che anche nelle isole del mediterraneo, tale scelta può essere in realtà un modo per fare business con la propria impresa.

Aprire uno stabilimento balneare: cosa occorre

Innanzitutto, chi vuole aprire uno stabilimento balneare, deve ottenere una concessione demaniale per attività turistico-ricreative tramite una richiesta inoltrata al Comune. Tuttavia, spesso bisogna incorrere in concorsi periodici dall’Ente del Demanio Marittimo e che assegna i lotti disponibili. Molto più veloce e pratico anche la possibilità di subentrare nella gestione di un lido già esistente per ristrutturarlo e rinnovarlo. Tra i documenti servirà anche l’Autorizzazione unica ambientale che certifica la tutela del territorio (flora e fauna) in cui viene realizzato lo stabilimento.

Una volta richiesta al Suap verrà trasmessa alle autorità competenti. Infine, la Partita Iva seguirà anche l’iscrizione al registro delle imprese e alla camera di commercio. Tra i requisiti fondamentali occorrerà anche frequentare un corso di formazione che porta ad una conoscenza approfondita di gestione delle attività balneari.

Aprire uno stabilimento balneare: la gestione

A questo punto non vi resta che dedicarvi alla struttura e alla gestione stabilimento balneare. Volete ricreare solo comuni posti con ombrelloni? Bungalow? Camping? Tuttavia servirà in ogni caso una sede operativa dove poter accogliere turisti e dirigere alcuni servizi. Non solo è possibile inserire campo di beach volley, calcio a 5, bar e spazio discoteca, ma anche i servizi igienici richiederanno la loro attenzione. Rari ma anche ricercati anche i servizi di dog sitting (QUI come diventare addestratore cinofilo) o nursery. Quindi proseguite curando eventuali stanze o spiagge libere di cui ogni utente può usufruire.

Per ombrelloni, bar, nonché anche infissi e particolari, puntate su materiali e attrezzature di qualità: investire bene una sola volta sarà sempre meglio che mettere annualmente mano al portafoglio per rieditare nuovamente ogni dettaglio. Inoltre bisognerà curare il personale. Cercate sempre professionisti d’intrattenimento, sport e attività. Contattate bagnini esperti, nonché imprese di pulizie che sappiano essere attenti ai vostri bisogni. Comprendendo anche vigilanza privata, nel caso, per ronde di pattuglie.

Aprire uno stabilimento balneare: come mantenersi “a galla”

La paura e titubanza di ogni gestore balneare sta proprio nel timore che l’attività sia solo estiva. Tuttavia, in molti vedono durante l’anno, una fuga al mare come una pausa di qualche giorno nei week end. Il ché, sebbene porti gli affari ad un calo, il vostro stabilimento balneare può essere aperto anche tutto l’anno.

Tuttavia bisognerà rendere il vostro stabilimento ben apprezzato da ogni villeggiante. Curando attività, escursioni, effettuando eventi, cercando di essere disponibili a qualunque richiesta. Utilizzate anche i social per farvi pubblicità, postando foto del vostro “paradiso” e facendo anche da sponsor per eventi cittadini. Tutto questo porterà il vostro stabilimento ad una certa fama, anche nel giro di poco tempo risultando quindi anche un buon posto dove trascorrere giorni d’autunno o inverno in totale tranquillità.

Posposta: Queste indicazioni sono puramente informative. Ogni regione si diversifica in base a tempistiche e pratiche burocratiche: in alcune regioni è questioni di settimane, in altre di qualche mese. Per informazioni specifiche, contattate il vostro comune di residenza.

0Shares