Criptovalute: ecco le più diffuse al mondo

Criptovalute: ecco le più diffuse al mondo

Molteplici e sempre più disparate sono le criptovalute . Ma quali sono le più affidabili? E quanto sarà affidabile la criptovaluta di Facebook?

Criptovalute
Fonte: Pixabay

Le criptovalute, conosciute anche come criptomonete, sono valute paritarie che, negli ultimi vent’anni, stanno riuscendo ad essere molto importanti anche a livello virtuale. Tali monete sono decentralizzate, vale a dire non fanno conto a istituti bancari, ma sono spesso dipendenti dagli utenti. Inoltre, garantiscono una sicurezza di transazioni grazie alla crittografia, tramite cui si può sia convalidare transazioni, che generare monete in sé.
Sebbene la prima vera moneta virtuale sia stato il BitCoin, ad oggi se ne contano molte altre capaci di far spietata concorrenza.

Il Bitcoin la prima criptovaluta

Prendiamo qualche rigo per spiegare come in realtà il Bitcoin, sia ancora oggi una delle monete più impiegate. Conosciuta anche con la sigla Btc, il bitcoin è stato reso noto nel 2009, ed è stata tra le prime criptovalute ad essere differente dalle valute tradizionali non solo perché virtuale.
Difatti è stata la prima ad essere decentralizzata, indipendente da enti centrali o meccanismi finanziari sofisticati. Il valore, bensì, è definito dalla domanda e offerta, il ché però lo rende anche abbastanza incostante per il suo valore. Tuttavia, bitcoin ha in sé una grande sicurezza. Poiché è una delle monete che consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete. Sfruttando però la tecnologia blockchain. Il bitcoin può essere ottenuto tramite il mining, cioè con l’uso della potenza di calcolo della verifica delle transazioni tramite crittografia. Ad oggi, in circolo ci sono circa 16,5 milioni di bitcoin.

Criptovalute: Ethereum

Altra importante moneta (e non solo) è Ethereum. In realtà è una piattaforma decentralizzata del web che permette degli smart contracts, tramite pubblicazioni peer-to-peer. Il primo rilascio è avvenuto il 30 luglio 2015. In realtà risulta molto diversa dal comune Bitcoin poiché Ethereum è un vero e proprio network utilizzato per lo scambio di valore monetario. In cui, si possono anche far girare contratti basati sullo stesso Ethereum. I contratti possono essere sistemi elettorali, registrazioni di domini, mercati finanziari, crowdfunding, proprietà intellettuale e simile.
https://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin

Ripple

Ripple è una criptovaluta lungimirante. La criptovaluta, in realtà, può diventare un annoso problema anche per quanto riguarda gli scambi esteri, ad oggi ancora lenti e molto costosi. Così, Ripple, risolve proprio questo. È una moneta virtuale che risulta essere molto più stabile e meno volatile rispetto alle altre monete. Difatti, i Ripple possono essere impiegati per liquidare in maniera istantanea le transazioni, senza alcun costo.
Infatti, tali monete, fungono quasi da ponte tra le valute reali. In questo modo si possono velocizzare gli scambi e renderli più celeri. Tale moneta ha attirato l’attenzione sia di American Express che di Santader.

Lite Coin

Litecoin risulta essere una versione più particolare di Bitcoin, poiché per citare le parole del fondatore “è molto simile a bitcoin, ma ci sono 4 volte più monete e 4 volte più veloce”. Difatti, ad oggi si parla di 84 milioni di Litecoin. Lo scopo della valuta è lo stesso dei Bitcoin ma abilitano pagamenti più veloci, pari a pochi minuti, e con commissioni più basse. Porta il simbolo LTC, ed è nato proprio attorno al 7 ottobre 2011, creato da Charles Lee, ex dipendente di Google.

Moneta virtuale di Facebook

Ci sarebbero moltissime altre monete virtuali di cui parlare (Dash, Monero, Iota) ma forse tra le più importanti e prossima all’esordire è quella di Facebook. Si chiamerà Globalcoin e potrebbe entrare a far parte della rete dal 2020. Con tale moneta virtuale, si potranno fare acquisti o scambi di denaro. Tuttavia, Zuckerberg ha preferito, secondo le voci di corridoio, agganciarsi ad una valuta nazionale o meglio materiale. Quindi potrebbe non essere così volatile o vulnerabile.
La sua realizzazione potrebbe portare nuova ricchezza nelle mani di Zuckerberg, che potrebbe ricollegarla anche ad attività sui social, a dati digitali (già in suo possesso) e attività bancaria.

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