Coltivare l’aloe: come creare una piantagione

Coltivare l’aloe: come creare una piantagione

Coltivare l’aloe può diventare un ottimo modo per combattere la crisi. L’aloe infatti è un prodotto sempre più utilizzato sia a scopo alimentare che cosmetico

coltivare l'aloe
Fonte: Pixabay

Decidere di coltivare l’aloe è una scelta che va incontro ad una serie di profitti economici sotto molti aspetti. In effetti, la pianta già nota fin dall’epoca dell’antico Egitto, ha in sé molteplici utilizzi e usi, atti sia all’utilizzo in ambito biologico e alimentare, sia nella cosmesi. Andiamo a scoprire come realizzare una prima piantagione.

Coltivare l’aloe: la prima piantagione

Oltre a sapere che della pianta d’aloe ne esistono specie differenti, le più utilizzate sono la Barbadensis e Vera, c’è anche da sapere che l’aloe ha bisogno di ambienti ben caldi e soprattutto umidi per poter crescere. La temperatura minima non deve mai scendere al di sotto dei zero gradi, ma sono da evitare anche quelle inferiori a 9-10°. La temperatura ideale è compresa nel range dei 20-25°.

Conoscendo questi aspetti della pianta, ovviamente, ci sarà bisogno di acquistare materiale quali serre, piante e anche macchinari per far crescere o trattare le piante per la vostra attività. Per questo una delle ipotesi è chiedere un prestito al fine di acquistare tutto il materiale. Il prestito può andare dai 10mila a 20mila euro a seconda delle vostre esigenze.

Coltivare l’aloe: la burocrazia

A livello burocratico, coloro che hanno meno di quarant’anni, possono diventare dei coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Basterà  aprire una partita Iva, come ditta individuale o società semplice. L’ultima è la scelta migliore che non richiede il coinvolgimento di un notaio.

Le tasse, poi, non hanno differenza tra società semplice e ditta individuale poiché si tiene sempre conto del reddito catastale piuttosto che dell’utile. Tuttavia ogni documento andrà poi depositato presso l’Agenzia delle Entrate e si dovrà iscrivere la vostra piccola azienda presso la Camera di Commercio.

Come procedere per coltivare l’aloe

Se disponete di un campo dove poter cominciare la vostra coltivazione, siete già un passo avanti. Al contrario è possibile affittare o addirittura comprare un terreno per la coltivazione. Solo in questo momento potrete cominciare ad intraprendere la vostra attività. L’irrigazione è la prima cosa da collocare: per ricreare un’ambiente umido, utilizzate anche lampade adatte allo scopo. Le piante andranno prese presso un ingrosso per un totale di circa 100 piante. Dopodiché dedicatevi ai pesticidi (anche naturali) e a coperture in caso di pioggia.

Sistemate le serre, magari anche attraverso l’aiuto di esperti nel settore, potrete finalmente cominciare la coltivazione delle vostre piante.

Coltivare l’aloe: come farne un business

L’aloe può impiegare dai 3 ai 6 mesi per sviluppare le prime foglie. Quando le foglie saranno più pasce e cresciute, potete scegliere tra 3 possibilità: vendere unicamente le foglie dopo averle tagliate a produttori di materia prima, con un profitto molto basso; vendere il gel grezzo, dopo aver lavorato le foglie, ricavando un profitto intermedio; oppure ancora decidere di effettuare anche la produzione di prodotti finali.

Il tutto si dovrà ponderare anche in base alle proprie spese nella coltivazione, ma il consiglio è quello di lavorare e vendere un gel grezzo per un profitto vantaggioso per la vostra impresa. Ci vorrà dunque un macchinario per aprire le foglie e cavarne il gel. Per un numero piccolo di foglie basta anche adoperarsi di manodopera.

Dopodiché ci si potrà proporre ai produttori di materiali agenzie cosmetiche o bio profumerie, ma anche erboristerie.

Tuttavia, i vostri introiti non devono superare i 7mila euro lordi. Poiché sopra questa soglia rientrano obblighi fiscali e burocratici. Proponetevi anche ad agenzie del benessere, centri cosmetici e quant’altro: scoprirete quanto in realtà l’aloe rientri giornalmente anche nell’uso quotidiano!

Posposta: Tale articolo vuole solo essere a scopo informativo. Nel caso in cui vogliate informazioni più accurate, contattate esperti agronomi o del settore.

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